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| Antonio Trifone |
In Usa la corsa all’app dello studio legale è partita. In Italia, stando alle impressioni raccolte (dati ufficiali non se ne trovano ed anche questo è significativo), potremmo dire che siamo all’anno I.
Per ora le app supportano l’avvocato nella sua attività, soprattutto perché gli consentono di lavorare anche da remoto. Ma sono ancora pochi i legali che sfruttano le nuove tecnologie anche a fini comunicativi e in tutte le loro potenzialità.
Secondo gli unici dati ad oggi disponibili che però riguardano un parterre di circa 579 studi professionali, il 56% utilizza app sul proprio smartphone per facilitare lo svolgimento della attività lavorativa. Per questo, “vanno tanto” le applicazioni cosiddette "funzionali" , ossia a quei dispositivi che hanno un impatto immediato sul lavoro quotidiano, semplificandolo e rendendolo più agile. Ancora poco diffuso invece l'uso delle nuove tecnologie per promuovere anche all'esterno l'attività di studio, “fare marketing” o a creare nuove opportunità di business, evidenzia l’Osservatorio digitale Professionisti e innovazione del Politecnico di Milano.
Fonte: http://www.altalex.com

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