sabato 11 febbraio 2017

Antonio Trifone - Germania e immigrati: espulsioni più veloci

Antonio Trifone
Antonio Trifone
Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha annunciato, giovedì sera, di aver raggiunto un accordo con i rappresentanti regionali sulla questione dell’immigrazione. Il piano congiunto prevede l’intensificazione dei controlli e della rapidità con cui verranno espulsi gli immigrati le cui richieste di asilo vengono respinte dalle autorità competenti. Dopo aver accolto più di un milione di rifugiati, la Germania decide così di adottare delle contromisure per accelerare le espulsioni. E questo poiché secondo la Merkel altrimenti non ci saranno più “le condizioni necessarie per poter continuare ad essere un paese che accoglie le persone che cercano una protezione”.
I candidati con richieste di asilo respinte dalla giustizia tedesca “dovranno abbandonare il nostro paese”, ha spiegato la Cancelliera in conferenza stampa. Il ministro dell’interno, Thomas de Maizière, si è soffermato sulla necessità di “dover fare di più per quanto riguarda le deportazioni e le espulsioni visto che il numero di domande d’asilo respinte stanno aumentando”. Alcune delle misure delineate dal governo prevedono sia la costruzione di un centro di espulsioni, al fine di poter coordinare le azioni tra il governo centrale e le regioni, sia l’intenzione di voler finanziariamente incentivare i migranti a rientrare nei loro rispettivi paesi d’origine. 
seguito dell'attacco terroristico in un mercatino natalizio a Berlino - commesso da un cittadino tunisino - i paesi del Maghreb, in particolar modo, sono finiti nel mirino di questo nuovo piano. Le recenti misure del governo della Merkel, in materia di espulsioni e respingimenti, non hanno però riscontrato l’approvazione di tutti i Länder del paese. Infatti, cinque regioni su sedici hanno provveduto alla sospensione delle espulsioni verso l’Afghanistan (iniziate alla fine dell’anno scorso a causa delle forti pressioni politiche del partito di destra AfD), un paese per cui, secondo le stime dell’Onu, il 2016 ha rappresentato l’anno con il più alto numero di vittime dal 2009 ad oggi.

Fonte: http://www.ilgiornaleditalia.org

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