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| Antonio Trifone |
BRINDISI – Incidenti stradali tarocco, finzione, bluff o, come si dice in brindisino, “ponci”: Il Tribunale di Brindisi ha riconosciuto l’impostazione della Procura sull’esistenza di diversi sinistri costruiti a tavolino tra il 2007 e il 2010, con la complicità di un avvocato del foro di Brindisi, Giuseppe Scuteri e di un medico, Maria Angela Monfregola, accusati anche di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e per questo condannati entrambi a due anni e nove mesi di reclusione.
Per il legale, il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a tre anni e dieci mesi di reclusione, per l’ortopedica della Asl, a quattro anni: nella ricostruzione del pm Milto Stefano De Nozza, la dottoressa avrebbe “rilasciato certificati medici falsi in quanto relativi a soggetti mai realmente visitati e recanti una data falsa, nonché una durata della malattia aggravata rispetto al reale e non corrispondente alle effettive esigenze mediche, ricevendo in cambio denaro”. Tutto, sempre secondo l’accusa, “su indicazione di Scuteri”, al quale sono stati contestati diversi episodi ritenuti truffaldini.
Il conto in nome della giustizia è stato consegnato nella serata di oggi, 13 febbraio, dal collegio presieduto da Domenico Cucchiara: su 54 brindisini finiti a giudizio, 13 sono stati riconosciuti colpevoli, mentre uno solo, Raffaele Reho, è stato assolto per non aver commesso il fatto come chiesto dal suo difensore, Marianna Laguercia. Per quaranta imputati, il Tribunale si è fermato perché a fare la differenza sul piano penale è stato il trascorrere del tempo: mesi e anni, tanto quanto basta per maturare la prescrizione come causa di estinzione del reato contestato. Tra questi, anche i coniugi Egizio Gianluca Maisto e Giusy D’Amico, sentiti in incidente probatorio.

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